Al via la settimana della moda italiana

Chiuso il 2011 con un fatturato in crescita del 5,5%, il settore affronta il 2012 all’ombra delle prospettive di una nuova crisi che potrebbe ridurre il fatturato complessivo del 5,2%. Nonostante questo, la macchina della moda si rimette in moto con passerelle, manifestazioni e fiere a partire dal 22 febbraio

Il womenswear italiano si prepara ad affrontare la grande incognita del 2012. E lo fa sfoderando una stagione di sfilate, eventi e fiere che riaccenderanno i riflettori sulla settimana della moda milanese. Il calendario della fashion week si apre, come di consueto, con i defilé di Milano Moda Donna, in calendario dal 22 al 28 febbraio, seguiti da White e dai tre saloni di Pitti immagine Touch!, neoZone e cloudnine, dal 25 al 27 febbraio.

Una stagione dedicata alle novità delle collezioni autunno-inverno 2012/13 che si apre sotto lo spauracchio della crisi economica dopo un biennio che aveva visto il settore italiano della moda ritornare ai livelli pre crisi, quelli del 2008-2009. Secondo i Fashion Economic Trends, elaborati dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, il settore si appresta a chiudere il 2011 con un fatturato di 63,5 miliardi di euro e una crescita del 5,5%, trainata soprattutto dalla brillante performance della filiera pelle-pelletteria-calzature e dell’export del terzo trimestre dell’anno. Una voce, quest’ultima, che continua ad avere un peso importante nel comparto e soprattutto nel womenswear superando i 6 miliardi di euro nel periodo gennaio-ottobre 2011, come evidenziano i dati Istat elaborati da Smi-Sistema moda Italia. Nel periodo gennaio-ottobre 2011 le esportazioni italiane di moda donna hanno segnato un incremento dell’11,6% grazie soprattutto al traino dei mercati extraeuropei che in complesso sono cresciuti del 17,1%.

Per quanto riguarda l’Europa, Francia e Germania continuano a occupare una posizione di riguardo come mercati di sbocco della moda femminile italiana, crescendo rispettivamente del 9,6% e del 15%, ma le performance migliori sono quelle registrate da paesi come Russia (+22,7%), Hong Kong (+25,5%), Cina (+29,5%) e Corea del Sud (+31,5%). Un quadro positivo quello del 2011, confermato anche dai dati relativi alla moda maschile che hanno visto il settore realizzare un fatturato di 8,4 miliardi di euro in crescita del 3,4% rispetto al 2010. Uno scenario che però, come prospettato dalla Cnmi, difficilmente si ripeterà in questi dodici mesi. Seppure l’impatto della recessione sarà più contenuto rispetto alla crisi del 2008-2009, il fatturato della moda italiana del 2012 potrebbe ridursi del 5,2%, con una performance dei mercati stranieri meno negativa (-3,1%) grazie alla crescita delle esportazioni verso i paesi extra europei (+2%). A fare le spese della recessione saranno soprattutto Stati Uniti, Giappone ed Europa, in particolare l’Italia in cui le misure di contenimento del deficit pubblico varate a dicembre dal Governo porteranno a una riduzione del reddito delle famiglie di 21,7 miliardi di euro. E tra i primi consumi a essere tagliati saranno quelli per l’abbligliamento, con una contrazione tra l’1,5% e il 2,5%.

Fonte: LeiWeb.it

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